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Qual è la prima cosa che vorresti fare non appena finisce il lock down?
Colazione al bar.

La prima fase di lock down si è finalmente conclusa.
I bar ed i ristornati sono di nuovo aperti, esclusivamente per l’asporto.
Meglio di niente.

Ebbene, cercasi compagnia per una colazione insieme al bar domani mattina.
Per condividere quella che non sarà una colazione qualsiasi, una mattinata qualunque.
La prima dopo cinquanta giorni di colazioni a casa e la prima in un modo nuovo.

C’è una prima volta per tutto, incluso il caffè take away. Però che sia almeno in compagnia.
Giusto Il tempo di trascorrere la fila insieme aspettando il proprio turno.
E nel frattempo appoggiarsi con i gomiti, rispettando il metro di distanza ciascuno, ad un bancone immaginario, sospeso, che ci accompagnerà per tutta la fila, al di là del bar, fuori, fino su il marciapiede, facendo il giro del palazzo. Facendo attenzione a non accavallare le gambe insieme ai gomiti poggiati per non finire con il naso a terra, dimenticando che il balcone sospeso esiste solo nella testa mia.

Il solito bancone, quello del bar sotto casa, dei cornetti la mattina, estendibile all’infinto, come avesse la prolunga, per l’intera lunghezza della fila…una visione che non vuole arrendersi alla dimensione sociale del caffè.

Nel frattempo mi chiederò se, non appena sarà il mio turno, Giorgio, Fabio, Francesca mi riconosceranno sotto la mascherina, dopo tutto questo tempo.

A questa immagine manca solo quella del braccio meccanico, quello delle farmacie, che dal cielo della pubblicità della Lavazza, come un deus ex macchina, trasporti a ciascuno la propria dose di caffe. Mi sembrerebbe un ottimo antidoto al virus. Non siamo noi che andiamo dal caffe, ma è lui che ci raggiunge su questo binario immaginario.

Lo stesso dicasi per l’asporto di alcol da enoteca.
Vi immaginate un asporto di alcol anziché in bottiglia, alla goccia, con tanto di giro intorno al palazzo fino a ritornare per rincarare la dose?
Il tempo di versare il liquido in un bicchiere, scolarlo e poi avanti il prossimo.
In un circolo vizioso e virtuale tipo catena di montaggio che non si inceppa mai.

Si proiettano percorsi culinari sospesi, immaginari, allucinati, curve ascensionali, cubiche, paraboliche. Sarò l’effetto della quarantena.

Ben tornati alla vita normale!